domenica 16 aprile 2023

Meloni, missione Etiopia

Meloni ma per favore 

15 aprile 20023 "Investire. qui per evitare un nuovo esodo verso l'Europa".

Ancora una vota,  ma vi rendete conto delle loro menzogne e malefatte 


 

Non ti ricordi cosa ha fatto l'Italia in Etiopia nel 2003/2006 con la costruzione di una diga e chiuso un fiume e lasciato una popolazione senza acqua?


La diga Gibe III sul fiume Omo in Etiopia è una catastrofe ambientale e sociale finanziata con le tasse degli italiani e costruita dall’azienda milanese Salini Impregilo.

Gibe III è una delle dighe più grandi dell’Africa. Come Gibe I e Gibe II, quelle che l’hanno preceduta, interrompe il corso del fiume Omo in Etiopia, che rappresenta il 90 per cento degli affluenti del lago Turkana in Kenya, il lago in una zona desertica più esteso del mondo. 260mila indigeni di 17 tribù vivono nella bassa valle dell’Omo, la parte meridionale del fiume, e attorno al lago Turkana, sopravvivendo grazie a inondazioni stagionali. La diga da più di un milione e mezzo di euro, però, devia le acque che li sostengono per destinarle all’irrigazione di 445mila ettari di monocolture, principalmente canna da zucchero, e l’esportazione di energia idroelettrica.

La Salini Impregilo

Sugli effetti di Gibe III non è mai stato condotto nessuno studio di impatto ambientale e sociale esaustivo e la costruzione della diga è stata affidata all’azienda di Milano Salini Impregilo senza gara d’appalto, violando le leggi dello stato etiope. Un programma di sfratti sistematici noto come “villagizzazione” ha fatto spazio per le piantagioni commerciali irrigate grazie alla diga, supportato dal programma per la Promozione dei servizi di base (Pbs) finanziato dal Dag (Development assistance group). Quest’ultimo riunisce 26 istituzioni tra cui le agenzie per lo sviluppo dell’Italia, dell’Unione europea, degli Stati Uniti e del Regno Unito (sostenute dalle tasse dei loro cittadini), e la Banca mondiale.





I danni causati dalla Gibe III;

La diga sta causando danni irreversibili a due siti patrimonio dell’umanità dell’Unesco, cinque parchi nazionali e l’ultima foresta pluviale in una zona desertica dell’Africa. Il Comitato per il patrimonio dell’umanità ha raccomandato che il lago Turkana, il cui livello dell’acqua potrebbe calare di ben 22 metri, venga inserito nella lista dei patrimoni dell’umanità in pericolo, che include siti come Palmira in Siria.








La diga è un disastro ambientale, culturale e sociale. I popoli indigeni della bassa valle dell’Omo e del lago Turkana sono piccoli agricoltori, cacciatori-raccoglitori e pastori. L’interruzione nel ciclo naturale di inondazioni dell’Omo e lo svuotamento del lago Turkana renderà impossibile per loro coltivare e allevare bestiame. Nell’assenza di soluzioni alternative proposte dal governo etiope o quello keniota molti temono che, senza cibo e un posto dove andare, queste popolazioni saranno costrette a combattersi l’un l’altra per sopravvivere. Come precisa un membro del governo locale della contea Turkana in Kenya “non possiamo mangiare l’elettricità. Abbiamo bisogno di cibo e di reddito”.

Nonostante il Dag fosse già stato accusato in precedenza per aver sostenuto un programma di villaggizzazione nella regione Gambela dell’Etiopia a causa di violazioni di diritti umani, anche gli abitanti della bassa valle dell’Omo e il lago Tukana hanno subito un trattamento degradante. L’esercito etiope ha sfrattato violentemente, stuprato, imprigionato arbitrariamente e ucciso molti indigeni. Inoltre, essi non hanno potuto esercitare il loro diritto di consenso libero e informato sancito dall’articolo 10 della Dichiarazione dei diritti dei popoli indigeni delle Nazioni unite.

Dunque vi siete dimenticati ?

Noi no!

Nessun commento:

Posta un commento